Gestire le critiche? Ecco come non farlo

Se mi conosci da un po’ di tempo e se hai avuto modo di seguire il mio blog di Web Marketing Sartoriale, allora sai che mi piace condividere episodi di vita vissuta, perché li ritengo sempre ricchi di spunti e che mi danno molti motivi di riflessione. A questo proposito voglio parlarti oggi di un episodio accaduto la settimana scorsa con un’azienda con cui avevo collaborato tanti anni fa, ma che poi aveva deciso di prendere la sua strada e di gestire autonomamente la sua comunicazione online. Fino a qui non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che tale azienda, insieme a tante altre anche molto più conosciute, ha fatto il madornale errore di non aver saputo gestire le critiche, o quanto meno di averlo fatto in un modo totalmente sbagliato. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo partendo dall’inizio. Conosco bene una persona che lavora in questa azienda in quanto è una realtà abbastanza nota a livello locale e una ventina di giorni fa la incontro per caso e mi dice:“Ti ricordi la nostra pagina Facebook che ci facessi aprire?”, io “Si, certo” “Ecco, ma sai che invece che portarci clienti ce li sta facendo perdere?” Ti confesso che in quel momento mi si è ghiacciato il sangue e sono rimasto di stucco, perché ho pensato subito a cosa avessi potuto fare di sbagliato io per causare questa reazione, ma subito dopo mi sono ripreso e ho chiesto spiegazioni. Dopo una breve chiacchierata ho deciso di vederci più chiaro ed ho optato per andare direttamente in sede a parlare con chi gestisce, o dovrebbe gestire la parte social e da qui ho iniziato ad indagare per capire cosa stesse succedendo. La prima cosa che ho notato è che i commenti sulla pagina erano bloccati, cosa che mi ha fatto alquanto insospettire fin da subito e mi sono messo a rovistare fra i vari post fino ad un anno prima, alla fine ho capito cos’era successo. La situazione in pratica è degenerata da un paio di commenti di un cliente insoddisfatto che ha postato il suo scontento proprio sulla pagina di Facebook, al che, chi doveva gestire la critica ha sbagliato completamente il modo di farlo e invece che rassicurare, scusarsi e cercare in qualche modo di venire incontro al cliente, lo ha attaccato dicendogli che non era vero, che era lui che aveva sbagliato e che il “nostro prodotto non ha niente che non...
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Youtube: strategie per usarlo al meglio

La “Settimana della Formazione GT” mi ha lasciato un insieme di interessanti spunti, idee e nozioni su diversi aspetti del web marketing e la corretta gestione dei social media, motivo per il quale ho voluto fare un altro articolo su un tema che ho particolarmente apprezzato nel corso della settima stessa; Youtube e le strategie per usarlo al meglio. L’intervento del (come consuetudine) preparatissimo Giorgio Tave, prevedeva una strategia per usare nel modo migliore YouTube da parte delle associazioni “non profit”, ma come da previsione non sono mancati i consigli e le best practices da utilizzare per ogni genere di attività che abbia intenzione di avvalersi di uno dei più importanti canali del momento. Si perché nonostante non sia spesso considerato come tale, YouTube è a tutti gli effetti il secondo motore di ricerca dopo Google, ebbene si,con il suo miliardo e oltre di utenti unici al mese, la sua presenza in 53 Paesi ed i suoi 4 miliardi di ore di video visualizzate sulla sua piattaforma ogni mese, il canale YouTube diventa un prezioso alleato nella nostra strategia di marketing e comunque nella nostra causa nel caso ci occupassimo di “non profit.” Alla luce di questo molte persone che hanno capito delle potenzialità di questo canale, non hanno compreso altrettanto bene che non è sufficiente caricare un video su YouTube ed attendere che milioni di visitatori si precipitino a vederlo, è impensabile che ogni video caricato si trasformi in un immediato successo, per tanti video che hanno riscosso i favori del pubblico, ce ne sono altrettanti (la maggior parte) che restano invece sconosciuti. Questo è un vero peccato perché in effetti ci sono dei video che sono veramente belli e fatti come si deve, ma che però mancano di qualcosa, ovvero non hanno seguito una precisa strategia idonea per YouTube, la maggior parte delle volte perché chi l’ha caricati ne ignora l’esistenza, la minoranza perché l’ha usata, ma ha usato quella sbagliata. Il fatto che YouTube sia il motore di ricerca al secondo posto dopo Google non significa infatti necessariamente che debba essere usato allo stesso modo di quest’ultimo, infatti sia le persone che il motore stesso partono da presupposti diversi. Mentre Google infatti ti mostra le ricerche strettamente correlate alla tua parola chiave, YouTube risponde con tutto ciò che è relativo al tema trattato, quindi punti di partenza molto diversi dai quali iniziare la ricerca del tuo target di riferimento. Proprio così, anche YouTube per usarlo al meglio...
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Strumenti per Social Media

Un paio di giorni fa, durante la “Settimana della Formazione GT”, c’è stato un interessante intervento di Alessandro Veroli, nel corso del quale sono stati presentati alcuni strumenti per Social Media, molto utili specie quando si ha a che fare con diversi account. Quando ti trovi a dover gestire molteplici account, se vuoi evitare di impazzire, hai bisogno che la tecnologia ti venga in aiuto per facilitarti il compito e farti risparmiare molto tempo, evitando però di collegare i vari social fra loro “spalmando” il solito messaggio in automatico su ognuno di essi. Il collegamento automatico fra i vari social legati allo stesso account è infatti una delle pratiche più utilizzate anche oggi per risparmiare tempo, ma non è esattamente il metodo migliore, prima di tutto perchè ogni social fa storia a se e ha delle dinamiche tutte sue, che andrebbero sempre cercate di rispettare. La soluzione alternativa è quindi munirsi di appositi strumenti per social media, che ti consentano di operare sempre nel modo giusto e che ti permettano, oltre che di risparmiare tempo, anche di monitorare perfettamente il tuo lavoro e di pianificare i tuoi post con date e orari prestabiliti. La spiegazione delle varie funzionalità di questi strumenti è partita dal conosciutissimo HootSuite, completo e molto professionale, per passare poi all’innovativo ma un pò più limitato Buffer, ottimo comunque nella gestione dei tuoi account sociali, passando dall’esclusivo Whosay, strumento per social riservato ai VIP ed al quale si accede solo su invito, per arrivare a Schedugram, unico nel suo genere perchè permette la programmazione di foto. Ogni strumento ha i suoi pregi ed i suoi difetti ed ognuno va sicuramente valutato caso per caso, non c’è assolutamente uno standard per cui uno risulti migliore dell’altro, per certe cose ti può tornare più utile uno, per altre uno diverso, dipende tutto da come abbiamo intenzione di usarli e su cosa. Qui di seguito un breve Storify dell’intervento seguito con grande partecipazione da più di 400 utenti e commentato su Twitter, spero vi possa tornare utile. [View the story “\”#7Formazione\” Strumenti per i Social Media” on...
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Sanremo Social: la comunicazione ai tempi di Sanremo

A dire il vero sono stato molto incerto fin all’ultimo sul titolo da dare a questo post, forse quello più corretto sarebbe stato “il NON social ai tempi di Sanremo” visto che dal punto di vista sociale in questo Festival si è visto veramente poco, almeno fino ad oggi.   L’idea di scrivere questo articolo con alcune considerazioni su quanto è stato fatto o non fatto durante una delle manifestazioni canore più famose d’Europa (o quantomeno questo è quello che dovrebbe essere) è nata da uno scambio di battute su Twitter con Francesca Borghi , GianCattini e Paolo Fumagalli, che ha definitivamente fugato ogni dubbio su quanto Sanremo continui ad essere una manifestazione anti-social. Eppure le potenzialità e la viralità dei Social Network sono ben note a tutti, è impensabile che alla Rai a nessuno sia venuto in mente di sfruttare questo canale per dare non solo più respiro a quella che rimane pur sempre una manifestazione che, volenti o nolenti, ci rappresenta nel mondo, ma anche per avere quel tocco di modernità che a Sanremo è sempre mancato. Infatti, per continuare la tradizione di menti chiuse e assolutamente restie ad alcun tipo di confronto con il pubblico, così è stato anche quest’anno, un evento mediatico che è da decenni in televisione e da li si ha paura di farlo uscire. Quel poco che è stato fatto dal punto di vista del sociale e che rimane tuttora quasi sconosciuto alla maggior parte del pubblico, ho appositamente deciso di menzionarlo in fondo a questo post, in quanto voglio prima fare il punto su come stanno andando i fatti e su come invece dovrebbero e potrebbero essere migliorati. Quindi nessuno ha dato importanza ai social dall’interno? Ci hanno pensato gli utenti di Twitter a fare quello che avrebbe dovuto fare chi segue la parte “comunicazione” del Festival della canzone italiana, creando l’hashtag #Sanremo2014, che fin dalla prima sera ha fatto subito il pieno di tweet, con il popolo degli internauti (me compreso) scatenato a commentare qualsiasi cosa, dai vestiti, alle scenografie, agli artisti e perfino le canzoni 🙂 Ovviamente non sono mancati i giudizi negativi, anzi gran parte dei commenti sono stati conditi da sarcasmo e critiche più o meno dirette, ma resta il fatto che è stato un vero spasso seguire la manifestazione su Twitter, sicuramente molto più che nella noiosa trasposizione televisiva. Ma come si dice “nel bene o nel male...
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