Taxi Vs Uber, il nuovo che NON avanza

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Di questa vicenda si è parlato così tanto e nei più svariati modi che mi ero riproposto di non farlo sul mio sito, anche perché a guardarla dall’alto, la vicenda Taxi Vs Uber non riguarda da vicino la mia attività, ma diciamo che ci gira parecchio intorno, motivo per il quale ho deciso di dare il mio modesto parere su quanto è successo nelle scorse settimane.

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Sarebbe ancora più giusto dire che sta succedendo anche in questo momento, dato che la diatriba Taxi contro Uber non è che sia finita, se le proteste si sono in qualche modo affievolite, il problema di base rimane, è quello contenuto in questa famosa legge che riguarda il mondo dei trasporti e che riporta la data del gennaio 1992.

Ora, sappiamo bene che in Italia abbiamo una legislatura alquanto antiquata e che dobbiamo sottostare a leggi anche molto più vecchie di questa, ma in questo pezzo io non ho intenzione di analizzare la questione da un punto di vista politico e nemmeno da quello strettamente “tecnico”, quello che voglio fare è guardarlo da un punto di vista sociale.

Guardare la vicenda dalla parta di un comune cittadino che si occupa quotidianamente di internet marketing e tecnologia, quindi ha a che fare con un processo evolutivo che segue il cambiamento delle esigenze della popolazione, la battaglia dei Taxi nei confronti di Uber è un qualcosa di totalmente anacronistico e se non fosse per i toni drammatici della vicenda farebbe quasi sorridere.

Fa sorridere perché sembra quasi la lotta di odierni Don Chisciotte contro moderni mulini a vento, cavalieri medievali a cavallo che si scontrano con droni da guerra telecomandati, bighe romane che cercano di fare resistenza a macchine da Formula Uno, insomma, ho esagerato ma credo che ci siamo capiti.

Quello che sto vedendo io da parte dei tassisti è un po’ questo, il non volere cedere ad un mondo che è inevitabilmente ed irrimediabilmente cambiato e sta cambiando ogni giorno sempre più velocemente, ma soprattutto, un mondo dove i cittadini vogliono poter dire la loro e soprattutto scegliere.

Esatto, proprio così, la cosa che pare invisibile agli occhi dei tassisti che protestano contro Uber è che ai cittadini piace la possibilità di scelta, anzi la vogliono, la pretendono, nessuno ha più intenzione ad assoggettarsi ad un mercato chiuso e monopolizzato.

Quello che non si vuole capire è che non si può andare contro al mercato, ma bisogna seguirlo, è il mercato che comanda, non quello che gli imponiamo noi, il
Monopolio detenuto da decenni dai tassisti è destinato a finire, se non oggi con Uber, domani con le auto senza conducente.

La dura realtà è questa e tutti dobbiamo tenerne di conto, lavoro nel mondo del web marketing da un bel po’ di anni, ma 10 anni fa gran parte di quello che oggi faccio io nemmeno esisteva, ecco che cosa c’entra la vicenda Taxi Vs Uber con me, io ed il mio lavoro siamo il frutto del progresso e della tecnologia, di un tempo che cambia, che tu lo voglia o meno.

Più i tassisti protestano, più Uber guadagna

Cari signori tassisti, badate bene che io non ce l’ho con voi, sto analizzando la questione da un punto di vista oggettivo e purtroppo vi devo dire che, non solo non avete fatto una bella figura nella vostra protesta, non solo la colpa di ciò che sta succedendo non è di Uber ma di un sistema di regolamentazione indipendente da lui, ma ha generato un effetto opposto al vostro interesse.

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La vostra protesta non ha fatto altro che fare ancora più pubblicità ad Uber e fargli aumentare i clienti, esatto proprio così,per deformazione professionale sono
andato infatti a vedere le ricerche che venivano fatte in rete sul servizio di Uber perché prevedevo un forte incremento specie nei giorni in cui non si trovava un Taxi nemmeno a peso d’oro e la rete mi ha dato ragione.

In altre parole, protestando in un modo che definirei senza tanti giri di parole, scellerato, avete perso ancora più clienti, se vogliamo dirla in un modo ancora più prosaico, vi siete dati la zappa sui piedi con un incredibile autogol.

Sarebbe interessante poi scendere più nel dettaglio sulle differenze fra Taxi ed Uber, sui vantaggi e svantaggi degli stessi, ma se lo facessi non finirei di scrivere più e tu che leggi probabilmente ti annoieresti a morte e, anche se la voglia è forte, manterrò l’analisi che sto facendo della faccenda rimanendo fedele all’angolatura che ho scelto di dargli.

C’è però un dato fra tutti che non possono non mettere in evidenza e che fino a non molto tempo fa ignoravo, quello che le licenze per i Taxi sono gratuite e vengono assegnate dai Comuni in maniera limitata e numerata, queste condizioni hanno generato una sorta di mercato interno ai tassisti dove la compravendita delle licenze è a
tutti gli effetti un’attività ai limiti dei termini di legge.

Guardate che questo è un dato troppo importante per essere ignorato, anche perché alla base della protesta c’è il problema che la maggior parte degli attuali tassisti la licenza che possiede l’ha comprata e pagata anche parecchio cara, l’avvento di Uber è ritenuto quindi uno smacco non da poco nei loro confronti.

Amici tassisti, voi chiedete una regolamentazione del sistema dei trasporti e di conseguenza di Uber, NCC e compagnia bella, in questo avete tutte le ragioni del mondo ma, la regolamentazione e le regole le dovete seguire per primi voi.

Concludo quindi dicendo che la vostra protesta è stata non solo inutile, ma sta contribuendo ad un’ancora più veloce affermazione di un futuro che voi non volete vedere, un futuro dove a decidere come, dove, quando e con cosa viaggiare sarà una libera scelta dei cittadini e non più una scelta obbligata come è stata quella imposta dal vostro settore per decenni.

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