“Facebook at Work”, siete pronti all’ennesima innovazione?

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Pare proprio che il social network blu sia inarrestabile e ogni giorno che passa ci arriva notizia di qualcosa che viene introdotto, cambiato o comunque modificato, costringendoci spesso a rivoluzionare e rimettere in discussione tutto quello che sapevamo fino al giorno prima.

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Nell’ultimo mese ci sono state svariate notizie inerenti le novità che Mark Zuckerberg ha in serbo per il suo social network, partendo dalle Facebook Rooms, ovvero vere e proprie stanze private ed esclusive, una sorta di forum al quale ci si può iscrivere soltanto tramite QR Code, passando al discutibile Facebook Thanks, servizio con il quale vengono create schede video per “ringraziare” un amico, fino ad arrivare all’imminente Facebook at Work, del quale ha dato notizia il Financial Times.

Le indiscrezioni su questo probabile progetto provengono da una fonte anonima e al momento se ne sa ben poco, infatti dall’interno del social network si lavora in gran segreto su questo sviluppo e le bocche rimangono cucite, eccetto una a quanto pare.

Ma in cosa consisterebbe in pratica Facebook at Work?  Sempre secondo la fonte citata si piazzerebbe come una sorta di social parallelo a quello che già ben conosciamo ma che si separerebbe da questo in quanto verrà dedicato soltanto alla sfera professionale.

In sostanza una sorta di fusione fra Linkedin, quindi un luogo dove chattare e comunicare solo con i colleghi di lavoro e Google Drive, in quanto si potranno inviare e ricevere i file, quindi lavorarci anche in condivisione.

La vita professionale verrebbe in tal modo separata da quella strettamente personale e ci sarebbe un assalto ad una precisa ed ulteriore fetta di mercato, lasciata fuori al momento attuale dal social network più famoso del mondo.

Infatti Facebook, come si sa, è una piattaforma che non è stata mai vista di buon occhio dalle aziende, molte della quali impediscono l’accesso ai loro dipendenti in ambito lavorativo, in quanto la permanenza sullo stesso può portare a distrazioni e perdita di efficienza.

Con questa mossa Zuckerberg e soci farebbero scacco matto anche con le aziende, perché, il poter separare la vita privata da quella professionale potrebbe essere un incentivo a far sbloccare Facebook nelle realtà aziendali, potendo usufruire di uno strumento già conosciuto ma nuovo in ambito collaborativo e professionale, il che porterà le aziende stesse a ricredersi sulle considerazioni inerenti il social di Paolo Alto.

Ma dal punto di vista strategico l’obiettivo è molto più ampio, infatti, con una piattaforma del genere si amplificheranno le possibilità di andare a colpire ancora con più precisione i diversi target B To B con campagne di advertising sempre più mirate e profonde e soprattutto in momenti, quali l’orario di lavoro, dove le aziende sono più recettive a riceverle.

Quindi l’ennesima mossa vincente per Zuckerberg & C.? Probabilmente si, ma ancora con certezza non mi sentirei di affermarlo, anche perché Facebook ha delle dinamiche molto particolari, nasce essenzialmente per gli utenti non per le aziende e come sarà recepita questa innovazione, sempre che ci sia in questi termini, si saprà solo nel momento del suo reale utilizzo.

L’azienda californiana comunque al momento non rilascia nessun tipo di commento, ne conferme quindi ne smentite e tutto fa pensare ad un qualcosa in fase ancora embrionale quanto ai dettagli di sviluppo, ma ben definito a livello generale di progetto.

Facebook è un colosso che in 10 anni è riuscito dal nulla ad arrivare a 1,35 miliardi di utenti, un’azienda quotata in Borsa e che fattura svariati miliardi di dollari, i presupposti per fare l’ennesimo centro ci sono tutti, staremo a vedere che sviluppi ci saranno in un futuro che si preannuncia non molto lontano.

Questo è l’articolo del Financial Times che ne ha dato l’annuncio.

 

 

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