Chiara Ferragni è un Brand invidiabile, rassegnati

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Quando ben più di un anno fa ho interrotto le pubblicazioni sul mio blog, non avrei mai e poi ma pensato di riprendere a scrivere con un argomento come il personal branding di Chiara Ferragni, ma il mondo è bello perché è vario e la rete ci delizia spesso con notizie che fanno riflettere e non poco.

Come appunto la nuova vicenda mediatica che vede al centro la fashion blogger più famosa del momento e la sua lezione in veste di professoressa, che si è tenuta niente meno che nell’esclusiva Università di Harvard, cosa che ha sollevato un vero e proprio polverone in ogni dove, soprattutto sul web, dove se ne sono dette di tutti i colori.

Prima di illustrarti il mio punto di vista sulla vicenda in questione, è doveroso fare delle importanti precisazioni a riguardo, la prima di queste è che io non sono un sostenitore di Chiara Ferragni, o quanto meno non è che mi resti particolarmente simpatica e non mi piace nemmeno molto a livello strettamente estetico.

Quindi, prima di pensare che ciò che sto per scrivere sia dettato da una forma di adulazione del soggetto, ti dico subito che non è così, fondamentalmente non la conosco e non ho quindi elementi per giudicarla come persona al pari di come invece state facendo in molti, ne ho però ricavati parecchi dal punto di vista del suo marketing.

Una volta messo in chiaro questo vado a descrivere come la penso io riguardo alla vicenda che la vede al centro della polemica, dicendo per iniziare che, come accade puntualmente in casi di questo tipo, in Italia ci si deve far riconoscere come al solito per l’odio verso le persone che hanno successo.

Si ritorna sempre lì, in questo cacchio di Paese chi riesce nella vita e nel lavoro e porta a casa risultati è bollato o come poco di buono, o come qualcuno che la posizione che si è ritagliato nel mercato non la merita, per un motivo o per un altro, a volte anche per nessuno, solo perché deve essere così.

Sinceramente sono allucinato dalle critiche mosse verso questa ragazza che ha costruito una “macchina da business molto potente” in pochi anni, ma questo non solo perché esse siano mosse dalle motivazioni di cui sopra, quanto perché gli italiani non hanno nemmeno la percezione di quello che la Ferragni ha fatto.

Guarda che la cosa a mio avviso è davvero drammatica, la maggior parte di chi la critica non sa neppure ciò di cui si occupa e neanche di come abbia potuto avere il successo che ha oggi, limitandosi all’equazione ragazza bionda = stupida, ma non è tutto.

Chiara Ferragni è l’esempio vivente di quanto si possa fare oggi utilizzando correttamente il web, si proprio così, che la cosa ti piaccia o no la realtà oggettiva è questa, la fashion blogger più famosa del mondo nemmeno 10 anni fa era una perfetta sconosciuta appassionata di moda, come miliardi di ragazze in tutto il mondo.

Il suo amore per la moda l’ha portata a costruirsi un blog e condividere quella che era la sua passione, fino a qui niente di strano, di blog ne nascono migliaia al giorno sul web, allora cosa è stato a fare la differenza? Semplice, la Ferragni ha saputo sfruttare una cosa che non tutti sanno fare.

Il che tradotto significa che Chiara Ferragni ha utilizzato una corretta strategia di web marketing che le altre migliaia se non milioni di blog in giro per la rete non hanno invece saputo fare e oggi ha tutto il diritto di condividere il suo successo dove cavolo vuole.

 

Il problema non è Chiara Ferragni

Chi critica il modello di business di questa ragazza qua non ha la più pallida idea di come si sta evolvendo la rete e di cosa ci vuole per emergere ed avere successo, un esercito di soggetti che all’azione preferisce il NON FARE perché tanto non serve a nulla, è questa la mentalità malata italiana.

Per l’italiano medio oggetto di questo mio discorrere, con l’impegno e la dedizione al lavoro non si ottiene niente, non si fa nemmeno formazione perché è inutile, non si impara l’inglese perché ci fa fatica, non ci si mette in gioco perché la famiglia ci vuole come soldatini in un posto fisso magari conquistato con regali o mazzette.

Ditemi voi che criticate, vi sentite chiamati in causa da quanto ho scritto? Secondo me sì, ma so anche che non lo ammetterete mai, ma non con gli altri, primi fra tutti con voi stessi e lasciatevelo dire, le vostre convinzioni autolimitanti non vi porteranno molto lontano, rimarrete sempre nella vostra zona di comfort e non concluderete
mai un ca**o di niente.

Agire costa troppa fatica lo so, non agire è più facile, se a questo poi si aggiunge il retaggio mentale per cui in Italia chi ha successo è un disonesto, ha rubato, è una persona deplorevole che non si merita tutto ciò che possiede, allora abbiamo fatto bingo, chi te lo fa fare di cercare di avere successo con tali premesse?

Ecco questo è quello che succede nel nostro caro e simpatico Paese, un luogo dove tutto è dovuto, dove se non si trova lavoro è perché lo Stato non ci aiuta, un posto dove c’è la crisi e allora è inutile anche alzarsi dal letto la mattina per andare a cercarlo questo lavoro, una Nazione che contribuisce a creare milioni di futuri disoccupati ecco cosa siamo.

 

Chiara Ferragni, dal blog all’impero

Ragazzi basta con questa cazzata della crisi, è vero i tempi non sono dei migliori, ma una come Chiara Ferragni ha creato un business che fattura milioni di euro, è in utile ed ha decine di dipendenti, cosa vuol dire questo che per lei la crisi non c’è? Non esattamente.

Vuol semplicemente dire che le possibilità ci sono, ma vanno sapute sfruttare ed il web è uno degli strumenti migliori che oggi hai a disposizione per ottenere i risultati che hai sempre desiderato, questo significa che è facile? No, per nulla, ma è possibile, apri bene le orecchie e ripeti a voce alta questa frase come un mantra.

Quello che Chiara Ferragni ha costruito attorno a sé è stato fatto in maniera magistrale, quindi sapete cosa penso? Che non solo è perfettamente giusto che lo condivida con i ragazzi di una delle più prestigiose Università del mondo, ma sarebbe anche opportuno che molti di voi che criticate foste andati ad ascoltarla.

Negli USA i ragazzi nei pub discutono di imprenditoria e di business come argomento giornaliero, si organizzano incontri per parlare di future App da proporre e su come fare per realizzarle al meglio, in Italia ci si trova per criticare la Ferragni o per mandare a fare in culo la squadra avversaria della partita di stasera.

Siamo diventati un popolo di coglioni senza speranza, più vado avanti e più mi rendo conto l’Italia è un Paese che avrebbe delle potenzialità ma che è dominato da un esercito di decerebrati pronti a scagliarsi sui social contro la Ferragni di turno.

È una ruota che gira, prima c’è stato Briatore, poi Berlusconi, dopo Pico Pallino, oggi la Ferragni, la realtà è che per sentirvi bene dovete infamare chi ha più di voi, cari miei l’invidia non vi porterà da nessuna parte, provate a costruirvi un brand come la Ferragni e poi se ne riparla.

 

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